Piazza Matteotti

TORRE CIVICA

La Torre Civica, meglio conosciuta come “Campanòn”, monumento celebrativo e simbolo della comunità guastallese, sorge sul luogo nel quale si trovava l’antica rocca abbattuta dall’esercito spagnolo nel 1689.

Dopo l’abbattimento della Rocca, nel 1723 il Duca Giuseppe Maria volle ripristinare il decoro di questo luogo storico, procedendo al ridisegno di una piazza denominata “Piazza d’Armi”. A completamento di questa intervenne nel 1723 la decisione del Consiglio Comunale volta alla edificazione di una torre campanaria a ricordo e simbolo della fortezza ormai scomparsa.

Le “Memorie” di Don Antonio Resta ci documentano l’inizio dei lavori avvenuto nel giugno 1723. Vennero risarciti i danni al Tenente Antonio Maria Negri , mentre l’incarico di realizzare l’opera fu affidato all’architetto parmigiano Cristoforo Trivellino con l’assistenza del guastallese Pantaleoni; la costruzione della “Torre per la campana maggiore di essa comunità” venne ultimata nel 1732 con l’apposizione di una lapide celebrativa della magnanimità degli ultimi Gonzaga:

Turris a Taurellorum gente antiquitus hoc proper forum pariter ab ispanis militibus interitu proximori seculi diruta sola nuper sub Antonio Ferdinando Gonzaga beneficentissimo Vastallae duce ruderibus erepta demum serenissimi Ioseph. Marie eiusdem fratris nec non successoris munificentia aereque pubblicum integrum restituta. A.D. MDCCXXXII

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CONVENTO DELLE AGOSTINIANE ( OSPEDALE VECCHIO)

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Dall’altra parte della piazza rispetto alla Torre Civica, sorge la struttura che originariamente ospitava il Convento di San Carlo della Agostiniane, situato tra l’antica Rocca e Porta San Francesco. Accanto al complesso centrale del convento, realizzato nel 1624, fu in seguito costruita nel 1651 la chiesa di San Carlo, una delle quattro chiese che costituiscono la cosiddetta croce del Volterra.

La nascita di questo edificio fu fortemente voluta dal duca Ferrante II Gonzaga. Alla morte della moglie Vittoria Doria nel mese di luglio 1618, infatti, rimanevano a Guastalla tre principesse in tenera età orfane di madre. Il padre decise quindi di ordinare la realizzazione di una nuova istituzione dove istruire ed educare le figlie. L’incarico di costruire l’edificio fu conferito a Giuseppe Maria Banzolo già nel 1619. Tuttavia pare che l’intento iniziale fosse quello di erigere non un monastero, ma un collegio, cioè un luogo in cui le giovani nobili di Guastalla e di casa Gonzaga fossero istruite senza necessariamente farsi monache.

Sarà in seguito Cesare II a trasformare l’edificio in monastero sotto la regola di Sant’Agostino. La dedicazione della chiesa sul lato nord, appena terminata, a San Carlo Borromeo dimostra l’attaccamento che Cesare, insieme alla comunità guastallese, avevano per il prozio materno.

Dopo la soppressione napoleonica, avvenuta nel 1810, il convento fu trasformato in Ospedale Civile e la chiesa, spogliata del suo arredo interno, divenne magazzino per il Comune.

Ancora oggi entrando nel cortile interno, si intuisce l’impostazione del chiostro principale caratterizzato da un forte chiaroscuro di impronta manierista.

GALLERIA FOTOGRAFICA

Image credits: Fausto Franzosi, Luca Bertelli.