Enogastronomia

“Cultura del territorio uguale cultura della terra e della tavola”. Luogo comune , sì, ma anche grande imprescindibile verità.

Perché la civiltà contadina è effettivamente la cultura della terra , ovvero rapporto con la memoria, le tradizioni popolari, la cultura della gente. E se la cucina è la più antica forma di cultura popolare, la Bassa è una di quelle zone dove la storia delle tradizioni combacia straordinariamente con la storia del folclore culinario. La tradizione della buona cucina trova riscontro nei numerosi ristoranti e trattorie dove è possibile gustare ottimi cibi tramandati da una generazione all’altra. Si tratta di sapori forti nati dall’esigenza di supplire alla mancanza di ingredienti costosi e raffinati

Quella guastallese è una cucina ricca che mescola i sapori delle tavole dei duchi a quelle dei pescatori del fiume, assicurando al viaggiatore una sosta piacevole in un territorio di sicuro interesse.

I piatti locali della più tipica tradizione di Guastalla trovano il loro culmine qualitativo nei primi classici: i cappelletti in brodo e i tortelli di zucca. Ma non possono mancare, uniti a secondi piatti succulenti, una gamma ampia di insaccati, tra i quali certamente troneggia il buon salame locale, e l’ottimo Parmigiano-Reggiano, da gustare a pezzi ben stagionato. Secondo tradizione il taglio della forma deve essere fatto con la “coltellina” a foglia di ulivo che suddivide i blocchi in pezzi irregolari capaci di mettere in evidenza pregi quali la superficie granulosa e ruvida

I sapori della tavola del Po sono in parte cambiati, si sono persi il pesce gatto, i pesciolini fritti, lasciando spazio ai salumi e al gnocco fritto mentre il lambrusco è in parte sostituito dalla birra.

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