Teatro Ruggero Ruggeri

IL TEATRO E LA SUA STORIA

Ferrante III Gonzaga, Duca di Guastalla, intorno all’anno 1670 espresse la volontà di far erigere un teatro nella piazza della rocca; furono poste le fondamenta, ma, per ragioni tuttora non chiarite, venne deciso di cambiare luogo e il teatro fu eretto in una delle principali vie cittadine, dove ancor oggi si trova. Nella Historia di Guastalla del 1674 il Benamati, storiografo guastallese, racconta che fu decisa: “L’erettione di un teatro per ornamento della città e per vedere la gioventù ad impegnarsi in opere virtuose; dopo vari discorsi intorno al luogo più acconcio, fu anni sono principiata detta fabbrica, anco a tale effetto, nella piazza della Rocca e terminati i fondamenti ne fu poi tralasciata l’impresa; finalmente rivolgendo l’animo in altro sito, fuivi dato principio l’anno 1671 a spese di persone particolari, che volontariamente vi concorsero, et in poco tempo, è stato ridotto a totale perfettione, con quattro ordini di palchi secondo il modello di Antonio Vasconi che riesce assai vago e gustoso alla città tutta: e volendo il Duca che sia sempre mantenuto, ha con suo decreto…ordinato che detto luogo non possi mai in altro uso essere convertito”.

Secondo un altro storico guastallese, Ireneo Affò che scrisse circa un secolo dopo la sua Storia di Guastalla, la ricostruzione del teatro va annoverata tra i preparativi che si fecero in Guastalla in vista delle future nozze tra Ferdinando Carlo, duca di Mantova, e Anna Isabella, unica figlia del signore della città.

Già sul finire del XVIII secolo il teatro risultava pericolante ed inagibile, come testimonia una lettera del 1804, conservata presso la locale Biblioteca Maldotti, firmata dai palchettisti e nella quale si afferma che:“fin dal 1787 fu proposta una nuova costituzione del teatro di Guastalla”. Soltanto nel 1813, tuttavia, ebbero inizio i lavori di ripristino come appare in altri documenti conservati presso la biblioteca tra i quali nella Cronaca manoscritta del guastallese G. Cattaneo, alla data 20 settembre 1813 si legge: “Dietro convenzione col Sig. arch. Paglia di Reggio si è dato oggi principio alta ricostruzione del Teatro Comunale di Guastalla”. Le decorazioni furono affidate a Paglia stesso e a Carnevali, suo collaboratore. L’inaugurazione fu possibile già nel 1814 in occasione della fiera di Santa Caterina.

Dell’antico teatro seicentesco resta oggi soltanto la facciata, bellissima e probabilmente poco rimaneggiata. Nel corso di alcuni pesanti lavori di restauro, eseguiti nel 1956, l’aspetto ottocentesco del teatro è stato completamente snaturato; i palchetti furono sostituiti con gallerie tinteggiate di bianco. Solo poco prima della riapertura la collocazione di paretine divisorie ha illusoriamente ricreato la sere dei palchi. Del teatro ottocentesco sono stati mantenuti i fregi del boccascena e il grande affresco del soffitto che raffigura Talia, la musa della commedia, che compone versi traendo ispirazione dal cielo e l’allegoria della città di Guastalla, una giovinetta seduta in un prato che mostra lo stemma di Guastalla, “il Leone rampante”, accanto a lei una cornucopia, simbolo di ricchezza ed abbondanza, sullo sfondo si intravede il fiume.

Altri affreschi, di minore interesse, si trovano all’ingresso del teatro e raffigurano i maggiori autori di melodramma: Verdi, in posizione centrale, Donizzetti, Ponchielli, Bellini, Rossini.

Nel 1985 il Teatro subì un’ulteriore serie di restauri che in parte sanarono il pesante intervento di vent’anni prima, per cui ora il teatro mostra, nel suo insieme, una certa armonia cromatica e una certa accuratezza d’arredo. La sala è costituita, a differenza della maggior parte dei teatri della regione, da una U stretta ed allungata, retaggio dell’edificio barocco. Questa sua peculiarità garantisce un’acustica di rara perfezione.

Il teatro è dedicato a “Ruggero Ruggeri” figlio di questa terra, la madre era di Tagliata; il grande attore, uno nei maggiori interpreti di Pirandello, recitò spesso a Guastalla e nei periodi estivi soggiornava a villa Maso di Luzzara dai Sigg. Paralupi, parenti da parte di madre. Nel 1926 gli fu conferita la cittadinanza onoraria e nella stessa cerimonia dedicato il teatro.

Il Teatro è uno dei dieci più antichi d’Italia e, attualmente, è funzionante ed ospita rappresentazioni di prosa, opera lirica, musica sinfonica e da camera, operetta, balletto, commedia dialettale, saggi e conferenze.

Per conoscere gli spettacoli in programma: www.teatroruggeri.it

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Image credits: Fausto Franzosi.